Yacht&Cruise Security
n.3 Settembre 2012
Sicurezza a bordo: a che punto siamo?

"La sicurezza delle navi da crociera non deve essere messa in dubbio". In un'intervista concessa a Panorama, Roberto Martinoli – delegato per l'Italia di CLIA (Cruise Lines International Association) ed ECC (European Cruise Council) - ha messo in evidenza la necessità di ridare piena credibilità al settore dopo l'incidente della Costa Concordia.

E ha illustrato il notevole impegno profuso negli ultimi mesi da entrambe le associazioni di rappresentanza (le principali a livello europeo e mondiale) per migliorare gli standard di sicurezza a bordo. Un importante passo avanti è stato compiuto con la Passenger Muster Policy, in base alla quale gli operatori di tutti gli stati membri sono obbligati a informare i passeggeri su come comportarsi a bordo in caso di emergenza prima di salire sulla nave. Altre policy sono state in seguito adottate – l'ultima, in ordine di tempo, riguarda la gestione delle scialuppe di salvataggio – ed è stata quindi completamente rivista la progettazione e realizzazione delle cabine, dei corridoi e delle uscite di sicurezza.

Cosa ancora più importante, la CLIA ha sottoposto al Comitato per la Sicurezza Marittima dell'IMO (Organizzazione Marittima Internazionale) una richiesta di revisione della Convenzione Internazionale SOLAS (Safety of Life at Sea) in materia di registrazione degli incidenti marittimi gravi. Una richiesta fondamentale, se si considera che oggi non esiste ancora un database pubblico e accessibile in grado di archiviare i dati di tutti gli stati membri per le tipologie di incidente previste. Un forte richiamo alla necessità di salvaguardare in modo più efficace la sicurezza dei passeggeri è venuto infine dal segretario generale dell'IMO, Koji Sekimizu, che in occasione della trentacinquesima Giornata marittima mondiale ha esortato governi e imprese a fare di più in questa direzione.

Le decisioni adottate negli ultimi mesi e, più in generale, la rinnovata attenzione riservata al tema della sicurezza a bordo rappresentano senza dubbio un segnale incoraggiante per il futuro. Tuttavia, è sconfortante constatare che – in questo come in molti altri settori – siano necessari gravi incidenti, con morti, feriti e dispersi, perché ci si renda conto dell'assoluta necessità di innalzare continuamente – e a 360 gradi – gli standard di safety e security. Queste carenze dipendono certamente dalla generale tendenza odierna a focalizzarsi eccessivamente sul breve periodo a scapito di una visione strategica di lungo termine, ma sono in larga misura legate anche alla scarsità di informazione e comunicazione.

In questo numero di Yacht & Cruise Security abbiamo deciso di dare ampio spazio al tema della sicurezza antincendio. Altri incidenti (come quello che ha interessato alcuni yacht attraccati a Portosole, in Liguria) hanno richiamato l'attenzione su questo aspetto cruciale, del quale non si parla mai abbastanza. Nel primo piano a pag. 6, in particolare, troverete una panoramica sulle cause, gli accorgimenti, le tecnologie e le normative più importanti da considerare. Dall'articolo, che raccoglie le considerazioni di alcuni esperti in materia, emerge con chiarezza quanto ampi siano i margini di miglioramento: è necessario fare molto di più sul fronte delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, ed è altresì essenziale che costruttori e utilizzatori diventino più consapevoli dei rischi che si corrono in caso di incendio. Per evitare che occorra un'ennesima tragedia in mare per richiamare il settore a un maggior senso di responsabilità.

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Periodicità:
Trimestrale, 4 numeri

Lettori:
progettisti nautici, costruttori di navi, cantieri per la manutenzione e il refitting, responsabili sicurezza delle navi, comandanti di yacht.

Mission:
aprire un dialogo ed una aggiornamento tra tecnici, progettisti e buyers dei cantieri.


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