Yacht&Cruise Security
n.4 Dicembre 2012
Aspettando la fine del Diluvio

Oggi che, a fine 2012, lʼimmaginario collettivo è ormai dominato da scenari apocalittici (e non ci riferiamo solo alla profezia dei Maya), la prima imbarcazione sicura alla quale viene da pensare è la celeberrima Arca di Noè, strumento ultimo di salvezza in un mondo inevitabilmente condannato alla distruzione.

Intendiamoci: le ragioni per essere – se non apocalittici – quantomeno preoccupati non mancano. I dati disponibili sullo stato dellʼeconomia italiana ci dicono che siamo in piena recessione, e che tutti i settori (chi più chi meno) ne stanno subendo le ripercussioni. Inizialmente avevamo pensato di dedicare il primo piano di questo numero allʼanalisi di quelle ripercussioni sul settore navale e sul mondo della sicurezza a esso collegato. Poi ci siamo detti che era forse meglio focalizzare lʼattenzione su quei fattori che – ferma restando la necessità di unʼinversione di tendenza nel quadro macroeconomico – potrebbero aiutarci a superare le attuali difficoltà.

Con il prezioso aiuto di alcuni operatori del settore, abbiamo così spostato la nostra attenzione su due aspetti chiave quali la tecnologia e la comunicazione. La prima è senza dubbio necessaria per elevare sempre più gli standard di safety e security a bordo. Ma senza la seconda non si può fare molta strada: il dialogo fra domanda e offerta (e fra tutti gli operatori della filiera), così come lʼadeguata formazione di tutti i soggetti coinvolti, sono elementi dai quali non è possibile prescindere se si vuole che il settore cresca veramente.
Nel frattempo, qualche segnale positivo ci arriva dal mercato fieristico e dai passi avanti compiuti nella normativa europea e internazionale sulla sicurezza in mare. La venticinquesima edizione del Marine Equipment Trade Show (METS) di Amsterdam, tra i più importanti eventi internazionali del settore, ha mostrato una buona tenuta registrando un lieve incremento dei visitatori a fronte di un numero pressoché invariato degli espositori.

Sul fronte normativo, il parlamento europeo ha approvato le nuove norme per la sicurezza nel trasporto marittimo, che rendono più difficili le frodi nelle certificazioni, elevano i requisiti medici e migliorano la formazione per la sicurezza. Questo mentre lʼInternational Maritime Organization (IMO) – che attraverso la convenzione SOLAS ha da poco rafforzato le misure per la salvaguardia della vita umana in mare – ha annunciato la decisione di includere nella propria guida per la sicurezza dei passeggeri le raccomandazioni adottate da CLIA (Cruise Lines International Association) ed ECC (European Cruise Council) a seguito del disastro della Costa Concordia.

Per chiudere con unʼultima nota positiva, citiamo i risultati di unʼindagine condotta dal Centro Studi SRM e intitolata Trasporti marittimi e sviluppo economico. Lo studio evidenzia che nel 2011 lʼItalia si è collocata al terzo posto in Europa per quantità di merce complessivamente movimentata, con 37 miliardi di euro investiti in dieci anni per la modernizzazione della flotta. E aggiunge che nel 2013 nuove, interessanti opportunità di ripresa potrebbero venire dal continente africano, che il presidente di Assoporti Luigi Merlo ha definito la nuova "grande frontiera". Anche in tempi difficili come questi, qualche ragione per sperare non manca.

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Trimestrale, 4 numeri

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